Semiologo dilettante, spettatore ostinato, saggista crossmediale, teorico poststrutturalista. Così recita la mia bio storica in rete. La troverete su Twitter, Facebook e su quasi tutti i servizi a cui sono registrato.

Mi piace definirmi usando queste quattro parole che rappresentano più o meno bene quello che faccio, che è più importante di quello che sono.

Infatti la semiotica mi ha insegnato a guardare alle cose con l'occhio critico di chi cerca sempre di capire come funzionano le cose, anche se purtroppo non sono riuscito a farne il mio lavoro.

L'ostinazione al guardare è un omaggio a Serge Daney, che ricorda il mio amore per tutto ciò che è immagine e per la visione come atto di conoscenza del mondo.

Saggista lo sono in rete, dove amo sperimentare nuovi modi per raccontare ciò che mi sta intorno.

E infine, da teorico, confesso il mio amore per un certo pensiero critico e radicale che fa da bussola in quello che faccio.