Un lungo pezzo su Super Mario Maker e l'etica del modding pubblicato dagli amici di Prismo

Super Mario Maker

La scorsa settimana su Prismo è uscito Super Mario fai-da-te, un lungo saggio sul modding, che ho scritto usando come spunto l'uscita di Super Mario Maker.

L'ultimo gioco dell'idraulico più famoso del mondo non è altro che un editor di livelli per il tradizionale gameplay di Super Mario, innestato all'interno di un ecosistema social.

Una mossa, quella di Nintendo, tanto lungimirante, per le sua comprensione delle dinamiche della cultura user generated, quanto controversa, per le conseguenze che comporta in termini di cooptazione del lavoro gratuito degli utenti.

Il pezzo ricostruisce perciò la genealogia della sottocultura modder e il modo in cui questa dialoga con l'industria, alla ricerca di un equilibrio tra sfruttamento e compensazione.

il proliferare dei mod si trasforma presto in un’incredibile fortuna commerciale, dato che per poter giocare con le creazioni user generated è necessario possedere la versione originale dei giochi. Soprattutto, come diventa evidente nel caso di Doom, la loro grande disponibilità (alimentata dalla visibilità che internet garantisce ai creatori) allunga la vita commerciale dei prodotti più di qualsiasi espansione ufficiale; in più, e non è un dettaglio da poco, lo fa scaricando costi e responsabilità sull’utenza.