A tuo rischio e pericolo

È senza dubbio banale dirlo ma è certamente vero che quando si ha consegnato all'umanità un esordio (letterario, musicale, cinematografico, ecc.) che può essere unicamente definito dall'aggettivo mitico non è certo cosa facile ripetersi.

Anzi.

All'autore/musicista/regista/ecc. - che si trova a dover progettare un seguito del suo mitico esordio - si impone da una parte la necessità di mantenere una certa coerenza nello stile e dall'altra quella di continuare la propria parabola artistica.

Senza coerenza si rischia di spiazzare i fan della prima ora, quelli solitamente più entusiasti e appassionati. Senza un'evoluzione si rischia di copiare se stessi e di cadere nel manierismo.

Su questo ragionavo leggendo le prime 60 pagine di A tuo rischio e pericolo (Wild Thing 2012), l'ultimo romanzo dello scrittore americano Josh Bazell, sequel dell'ottimo Vedi di non morire (Beat the Reaper 2009), romanzo che un ispiratissimo Giuseppe Genna descrisse, su Carmilla on line, con queste parole

"E’ Gray’s Anatomy dove tutti hanno preso più LSD di quanto già non facciano sul set".

Insomma se ragioni di banalità e massimi sistemi mentre leggi un romanzo che la quarta di copertina definisce un incrocio "tra horror, thriller e commedia nera" forse c'è da preoccuparsi. Infatti io mi preoccupavo chiedendomi dove Bazell volesse andare a parare nelle prime 60 pagine e già mi sentivo bruciare il culo, perché se il libro che mi ero comprato per le vacanze e religiosamente messo da parte per quel momento si fosse rivelato una sòla non sarei stato molto contento, anzi sarei stato decisamente incazzato.

Non è andata così visto che al capitolo 5 il libro decolla o, meglio, esplode quando una tipa di nome Debbie Schneke, che fa affari con gli yemeniti e odia i messicani del cazzo, si rende conto che i due tizi che sono appena entrati nel suo locale non sembrano proprio quelli che dicono di essere.

Da questo momento il romanzo procede in un crescendo trascinante e si capisce piuttosto chiaramente dove Bazell ha intenzione di andare a parare!

In ogni caso bisogna dare atto all'autore che non era facile intavolare un seguito per Vedi di non morire: troppo particolare l'ambientazione gangsteristico/ospedaliera, troppo particolare la trama costruita sui flashback. Tutti elementi difficile da replicare senza rischiare di diventare noiosi.

Così Bazell rovescia il tavolo e costruisce questo A tuo rischio e pericolo rielaborando un classico plot della cultura horror-pop americana: il mostro della palude, annessi e connessi (che comprendono anonimi miliardari ultracattolici, una cittadina in declino e reduci del Vietnam dediti alla psichedelia).

Come accennato sopra il risultato sulle prime è spiazzante ma l'autore è abbastanza abile da saper padroneggiare con maestria il materiale a disposizione e in particolare il modo in cui riesce a calare il suo protagonista, il medico/sicario di origine polacca Peter Brown, in un'ambientazione distante anni luce da quella del primo romanzo senza fargli perdere un briciolo della sua personalità e del suo lucido sadismo.

Ad arricchire la narrazione, ancora una volta, interviene un denso corpo di note a piè di pagina che amplificano la portata del romanzo sia per quanto riguarda gli aspetti scientifici che per quelli politici. Anzi, uno degli aspetti più interessanti, è il modo in cui Bazell riesce a descrivere il peso che ha avuto l'ideologia conservatrice che si esprime nel Tea Party nel plasmare lo sguardo americano degli ultimi vent'anni. Il tutto senza mollare un attimo sul piano del ritmo del racconto.

In che modo tutto questo riesca ad amalgamarsi con un lago nelle cui acque limacciose si nasconde una minaccia mortale lo lascio scoprire a quanti avranno voglia di leggere questo libro.

A tuo rischio e pericolo

Autore: Josh Bazell

Edizioni: Einaudi Stile Libero

ISBN: 9788806195595

Data di pubblicazione: Luglio 2012